Il cibo pugliese non si mangia: si vive. E quando lo si vive in un ristorante in masseria vicino a Taranto — con un cortile di pietra leccese sopra la testa, una bottiglia di Primitivo sul tavolo e il profumo del mare ionico nell’aria — diventa qualcosa di difficile da descrivere. Ma facilissimo da ricordare.
C’è una differenza profonda tra il mangiare pugliese in un qualunque ristorante e il mangiare pugliese in una masseria del Salento ionico. Non è solo l’atmosfera — anche se quella conta. È il fatto che ogni ingrediente sul piatto viene da questa terra, da questo mare, da queste mani. Le orecchiette sono fatte a mano. Le verdure vengono dall’orto. I vini in abbinamento sono prodotti dai vigneti che vedi dalla finestra. Tutto questo si sente nel sapore — e si sente nell’anima.

